Il mio Giro d'Italia

Quando vivevo in Inghilterra, in sella alla mia bicicletta attraversai in solitaria da sud a nord l’intera isola, percorrendo 1800 km in 16 giorni. Fu un’incredibile esperienza, ma mi posi una missione: dovevo fare lo stesso per l’Italia. Il mio paese, che offre una più variegata scelta di paesaggi (mare e monti, che spesso si intrecciano) e di ……cibo! Quest’anno, grazie agli allenamenti fatti in compagnia del G.S. Pedale Novatese, a cui mi sono iscritto a Gennaio, ho raggiunto una buona forma fisica e ritrovandomi con molto “tempo libero”, la decisione fu presa: ad Aprile risalirò l’Italia, dalla mia casa al mare in Calabria fino a Novate Milanese. Dopo aver brillantemente discusso la mia tesi di dottorato in Inghilterra, accompagnai i miei genitori in Calabria e mi preparai per l’impresa, che sarebbe incominciata il 19 Aprile. Le 11 tappe erano pronte e grazie ad amici e parenti, avevo trovato ospitalità per 3 notti. Inoltre a Giugliano in Campania (vicino Napoli), il mio caro amico Alberto oltre ad ospitarmi, mi accompagnò per 80 km durante la successiva tappa, salutandomi a Formia, sfinito a causa dei venti laterali o contrari. Per le altre, prenotai albeghi, B&B e persino ostelli. Avevo già pedalato oltre 2500 km dall’inizio dell’anno, ma nessuno con zaino in spalla. Pertanto, decisi di costeggiare tutta la costa tirrenica fino a Genova e rientrare in Pianura Padana passando per il Passo del Turchino. In questo modo, il dislivello non sarebbe stato eccessivo, in particolare tra Napoli e La Spezia. Tuttavia, la mia casa al mare si trova sullo Ionio e per arrivare sull’altro lato della Calabria, attraversai La Sila (quota massima raggiunta 1432 m) e la Catena Costiera dopo Cosenza (quasi 1000 m). Decisi di farli subito il primo giorno, per sfruttare l’ammiraglia, ovvero i miei genitori che mi seguirono per i primi 90 km, tenendomi lo zaino. Dopo Lorica, quasi in cima a La Sila, presi lo zaino e solo al mio destino pedalai per altri 117 km quel giorno, arrivando a destinazione oltre 12 ore la partenza e 3800 m di dislivello. Nonostante incontrai pioggia solo per 20 minuti durante gli 11 giorni di viaggio, il tempo fu piuttosto pazzo. Freddo i primi giorni (4° su La Sila), vento gelido contrario fino a Terracina, vento caldo a favore fino a Cecina, vento forte laterale i successivi. I dolori ci furono fin dal primo giorno, ma tenni duro ed arrivai esausto a Novate sabato 29 Aprile. Per una settimana non volli vedere quella bicicletta! Ma ciò che vidi durante il viaggio, ripagò appieno l’enorme fatica. Solo per citarne alcune: il Cilento, la Costiera Amalfitana e il Sorrento, la Maremma, le Cinque Terre. Solo l’Italia offre certi scenari e io sono fiero di averli potuti vedere, anche se solo di passaggio con la mia bicicletta.

Le tappe

1) Marina di Mandatoriccio – Cetraro 207 km
2) Cetraro – Marina di Camerota 128 km
3) Marina di Camerota – Salerno 125 km
4) Salerno – Giugliano in Campania 165 km
5) Giugliano in Campania – Terracina 128 km
6) Terracina – Roma 145 km
7) Roma – Orbetello 158 km
8) Orbetello – Cecina 157 km
9) Cecina – La Spezia 135 km
10) La Spezia – Genova 136 km
11) Genova – Novate Milanese 203 km

 

Marco

 

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