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Il Pedale Novatese ha raggiunto il traguardo dei 25 anni! Anni trascorsi con l’entusiasmo e la partecipazione dei primi momenti che hanno tenuto intatto nel gruppo la pasione per il ciclismo.Per festeggiarli degnamente, ci voleva un’iniziativa fuori dalle normali consuetudini, ed ecco spuntare l’idea di un viaggio a Lourdes con ritorno in bicicletta. Dopo una meticolosa programmazione dell’evento, durata quasi un anno; i ciclisti sono partiti sabato 27 maggio, accompagnati da un folto gruppo di soci e sostenitori, alla volta della famosa cittadina pireneica.Raggiunta Lourdes in due tappe a bordo di un comodo autobus turistico, dopo un giorno di riposo, l’avventura del ritorno a Novate Milanese in bicicletta è iniziata all’alba del 30 maggio con condizioni meteo scoraggianti. Pioggia, freddo e un forte vento contrario hanno fatto compagnia ai corridori per i primi due giorni. Il percorso è stato duro. 1254 km! 923 in Francia, 331 in Italia, suddivisi in 5 tappe (Lourdes, Carcassonne, Avignone, St.Raphael, Savona, Novate). Al primo gruppo di ciclisti, formato da 6 elementi, con più allenamento e resistenza, si sono aggiunti un'altra dozzina di soci con nelle gambe meno allenamento ma con identica determinazione nel conseguire l’obbiettivo di arrivare a Novate, così da formare una staffetta di 4 squadre che si sono alternate sul percorso. Per loro, a sospingerli nei momenti di maggiore difficoltà, ad alimentare la loro forza, è stato lo spirito di gruppo, l’esperienza condivisa con gli amici, la voglia di vivere sino in fondo l’evento. Le difficoltà e gli imprevisti non sono mancati, come per esempio un errore di percorso nelle prime tappe che li ha portati a scalare per metà il Tourmalet, oppure i momenti di angoscia dopo una caduta in discesa di un paio di ciclisti, dovuta alla strada accidentata, risoltasi per fortuna senza gravi conseguenze. I sogni – dice il Presidente della società Paolo Cozzi – si realizzarono attraverso la fatica. La solidarietà nell’incitare i nostri ciclisti in difficoltà nell’ascesa del Passo del Turchino, è un qualcosa che va oltre la vittoria e la sconfitta. Questa impresa non è stata una sfida rivolta ad un avversario, ma ha messo alla prova noi stessi ed il gruppo affinché non esistessero né ultimi né primi. Nell’ultima tappa, a Gaggiano i ciclisti reduci da Lourdes, sono stati raggiunti dal resto dei soci del Pedale Novatese, che li hanno affiancati negli ultimi chilometri verso Novate. Una fiaccola, accesa per l’occasione nella Basilica di Santa Bernardetta ha seguito i ciclisti nel viaggio di ritorno, ed ha acceso un cero commemorativo a Novate, durante la funzione religiosa che ha sancito la fine del viaggio. Il Pasta-Party finale, organizzato dalla società, ha coinvolto tutti i cittadini novatesi che hanno approfondito con i reduci della manifestazione, i particolari e gli aneddoti dell’impresa sino a notte inoltrata. Significativa la testimonianza di un socio del Pedale Novatese, non più in tenera età, che così ha voluto esprimere il suo pensiero:”Sono partito con la sola voglia di pedalare, ho sopportato un freddo terribile alla prima tappa, ho mangiato panini per 5 giorni filati, ho sofferto molto sui Capi lungo l’Aurelia, ma volevo scoprire ogni volta cosa c’era dopo 1254 Km, per un viaggio impossibile da dimenticare per tutto quello che abbiamo visto ed imparato”. Mi sono rimaste due cose ancora da dire: La prima è la voglia di ripartire, la seconda è la conferma della ricerca di cosa desideriamo dalla vita. Una vita vissuta ed interpretata come un magnifico viaggio.
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